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La Biografia di Ottorino Mancioli Roma, 1908 - 1990 |
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da Laura Mancioli |
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Dopo aver seguito gli studi classici, si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università "La Sapienza" di Roma nel 1932. Giovanissimo, prende parte a importanti mostre internazionali e nazionali, spesso citato come un giovane da seguire con attenzione (Olimpiadi dell’Arte, Los Angeles, 1932; III Mostra della Gioventù Fascista Romana, Aranciera di Villa Umberto, Roma, 1933; XXXIV Mostra degli "Amici dell’Arte", Premio Nazionale per l’Illustrazione del Libro, Torino, 1933; Littoriali di Firenze, 1934; Mostra "CSPA", Unione Fascista Interprovinciale delle Arti e delle Lettere", Roma, 1935; Olimpiadi dell’Arte di Berlino, 1936; I Mostra Nazionale d’Arte Sportiva, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1936; II Mostra d’Arte ispirata allo Sport, Mercati Traianei, Roma, 1940; I Mostra degli Artisti Italiani in Armi, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1942).
Ufficiale medico della "Folgore" viene ferito ad El Alamein.
La vita di Ottorino Mancioli è stata un felice incontro tra medicina Arte e Sport: apprezzato ed eclettico atleta in gioventù e stimato medico nell’età adulta, egli fu attento studioso dei problemi della medicina sportiva, riuscendo sul piano artistico figurativo a rappresentare i momenti sublimi in cui il corpo umano sembra superare le leggi della gravità, per raggiungere l’armonia della forza e della bellezza.
Dopo la guerra disegna per il proprio piacere estetico e spesso su richiesta di diverse Federazioni sportive, pubblica disegni che accompagna con articoli dove il medico spesso si sovrappone all’uomo di sport; illustra libri e prende parte con successo a molte esposizioni, alcune delle quali all’estero. Fa due "personali" (Perugia, 1957; Ancona, 1958), pubblica una monografia (Giuochi Sportivi, 1976) con due belle introduzioni di Gianni Brera e Libero De Libero, il quale nello stesso anno cura per Mancioli uno dei Libretti di Mal’Aria.
Nel 1980 la morte di uno dei suoi figli lo colpisce drammaticamente. La sua arte e l’antica passione per il volo lo fanno sopravvivere, finché all’improvviso muore, il 21 marzo 1990.
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